sfondo

 

Il silenzio contemplativo e di ascolto è l'attitudine richiesta all'osservatore delle opere di E. Marcon, ma è anche l'atteggiamento del suo operare, del suo dipingere anche quando la scansione timbrica del colore è piu marcata e decisa, anche quando più affollata è la sua immagine evocativa. Suggerisce un tipo di comunicazione per «simpatia», stimola lunghi dialoghi per successive intuizioni «partecipate» e collocate sulla tela come su una scena. La profondità dell'impianto, infatti, sottolinea con una particolare «teatralità» l'evento di comunicazione, il fatto simbolico, il volo fantastico, e ci dice, in fondo, come l'impulso segreto a dipingere di Marcon altro non sia che un bisogno di svelarsi, di dirsi e comunicarsi agli altri: una ricerca del proprio «valore» insomma, e del diritto a essere dei propri sogni, delle proprie aspirazioni, anche delle proprie sofferenze.
Ha gia oltre un decennio di attività dilettante (nel senso piu autentico della parola, che mette in risalto la passione libera e la disinteressata applicazione) e sono evidenti gli esiti di maturazione stilistica e formale, a volte fino a livelli di abilita virtuosistica nell'uso del colore. È il pericolo del generale surreale: il cristallizzarsi delle forme in contemplazione raggelata e perfetta, senza piu calore discorsivo. Marcon è avvertito di questa possibile «sofisticazione» della sua pittura e sa ancora difendere i nuclei più autentici della sua ispirazione.

                                                    Giorgio Segato