|
Il silenzio contemplativo e di ascolto è l'attitudine richiesta all'osservatore delle opere di E. Marcon, ma è anche l'atteggiamento del suo operare, del suo dipingere anche quando la scansione timbrica del colore è piu marcata e decisa, anche quando più affollata è la sua immagine evocativa.
Suggerisce un tipo di comunicazione per «simpatia», stimola lunghi dialoghi per successive intuizioni «partecipate» e collocate sulla tela come su una scena.
La profondità dell'impianto, infatti, sottolinea con una particolare «teatralità» l'evento di comunicazione, il fatto simbolico, il volo fantastico, e ci dice, in fondo, come l'impulso segreto a dipingere di Marcon altro non sia che un bisogno di svelarsi, di dirsi e comunicarsi agli altri: una ricerca del proprio «valore» insomma, e del diritto a essere dei propri sogni, delle proprie aspirazioni, anche delle proprie sofferenze. |





